Sotto «l’inadeguata etichetta» dei legati atipici si incontra la classe «dei legati, per così dire, punitivi»; accezione ampia, che abbraccia tutti quegli acquisti mortis causa, che non serbano la primaria intenzione di arricchire la sfera giuridica di un soggetto, bensì tradiscono la volontà di indurre, l’onerato, all’attuazione di una determinata disposizione, contemplando uno svantaggio a fronte dell’inadempienza. Il beneficio, che ne derivi per tale via al terzo, si rivela, pertanto, èsito (ab origine, meramente eventuale) di un’architettura più complessa, nella quale la disposizione, infine attributiva, manifesta un’identità funzionale differente, il cui tratto incrementale è, addirittura, insperato. Una pluralità di figure, dunque, che partecipa al più ampio e fragile ordine delle disposizioni testamentarie punitive, fra loro accomunate da un tratto distintivo dirimente: la funzione sanzionatoria, che concentra un mucchio eterogeneo di previsioni, somiglianti, non già sulla sezione della struttura, bensì sul piano della finalità a codeste sottesa; quindi, della ratio su cui riposano. Oggi si discorre, in modo puntuale, di disposizioni rafforzative della volontà testamentaria, alludendo, così, a tutte quelle manifestazioni, affidate al negozio mortis causa, che, a prescindere dall’espediente tecnico prescelto, prevedano la perdita, o la riduzione, dell’attribuzione disposta in favore di un erede, o di un legatario, inadempiente, rispetto al contegno prescritto dal testatore.

Penale testamentaria e (presidio della) autonomia privata / Ghidoni, Luca. - (2025), pp. 685-705.

Penale testamentaria e (presidio della) autonomia privata

Luca Ghidoni
2025-01-01

Abstract

Sotto «l’inadeguata etichetta» dei legati atipici si incontra la classe «dei legati, per così dire, punitivi»; accezione ampia, che abbraccia tutti quegli acquisti mortis causa, che non serbano la primaria intenzione di arricchire la sfera giuridica di un soggetto, bensì tradiscono la volontà di indurre, l’onerato, all’attuazione di una determinata disposizione, contemplando uno svantaggio a fronte dell’inadempienza. Il beneficio, che ne derivi per tale via al terzo, si rivela, pertanto, èsito (ab origine, meramente eventuale) di un’architettura più complessa, nella quale la disposizione, infine attributiva, manifesta un’identità funzionale differente, il cui tratto incrementale è, addirittura, insperato. Una pluralità di figure, dunque, che partecipa al più ampio e fragile ordine delle disposizioni testamentarie punitive, fra loro accomunate da un tratto distintivo dirimente: la funzione sanzionatoria, che concentra un mucchio eterogeneo di previsioni, somiglianti, non già sulla sezione della struttura, bensì sul piano della finalità a codeste sottesa; quindi, della ratio su cui riposano. Oggi si discorre, in modo puntuale, di disposizioni rafforzative della volontà testamentaria, alludendo, così, a tutte quelle manifestazioni, affidate al negozio mortis causa, che, a prescindere dall’espediente tecnico prescelto, prevedano la perdita, o la riduzione, dell’attribuzione disposta in favore di un erede, o di un legatario, inadempiente, rispetto al contegno prescritto dal testatore.
2025
978-88-495-5891-3
Penale testamentaria e (presidio della) autonomia privata / Ghidoni, Luca. - (2025), pp. 685-705.
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