Il contributo analizza il fenomeno della delinquenza minorile nell’era digitale. In tale contesto, il lavoro si concentra in particolare sui reati contro la persona realizzati in ambiente virtuale, con specifico riferimento alle condotte di cyberbullismo e ai delitti a sfondo sessuale “tecno-mediati”. Per quanto riguarda il cyberbullismo, l’analisi si sofferma sulla legge n. 71/2017 e sulle recenti modifiche introdotte dalla legge n. 70/2024. Viene evidenziata la scelta legislativa di privilegiare un approccio preventivo ed educativo, fondato sul coinvolgimento della scuola, della famiglia e delle istituzioni territoriali, piuttosto che l’introduzione di nuove fattispecie incriminatrici. Il lavoro si sofferma anche sulla riconducibilità delle condotte di cyberbullismo a fattispecie incriminatrici già esistenti e sulle difficoltà interpretative connesse all’adattamento delle categorie tradizionali alle nuove forme di comunicazione digitale. Infine, il lavoro affronta il tema dei reati a sfondo sessuale commessi da minori in ambiente digitale, con specifico riguardo ai fenomeni della pedo-pornografia e del sexting, analizzando l’evoluzione giurisprudenziale e le tensioni tra esigenze di tutela del minore e riconoscimento di spazi di autodeterminazione.
Delinquenza minorile e nuove tecnologie / Bianchi, Malaika. - (2026), pp. 469-522.
Delinquenza minorile e nuove tecnologie
Malaika Bianchi
2026-01-01
Abstract
Il contributo analizza il fenomeno della delinquenza minorile nell’era digitale. In tale contesto, il lavoro si concentra in particolare sui reati contro la persona realizzati in ambiente virtuale, con specifico riferimento alle condotte di cyberbullismo e ai delitti a sfondo sessuale “tecno-mediati”. Per quanto riguarda il cyberbullismo, l’analisi si sofferma sulla legge n. 71/2017 e sulle recenti modifiche introdotte dalla legge n. 70/2024. Viene evidenziata la scelta legislativa di privilegiare un approccio preventivo ed educativo, fondato sul coinvolgimento della scuola, della famiglia e delle istituzioni territoriali, piuttosto che l’introduzione di nuove fattispecie incriminatrici. Il lavoro si sofferma anche sulla riconducibilità delle condotte di cyberbullismo a fattispecie incriminatrici già esistenti e sulle difficoltà interpretative connesse all’adattamento delle categorie tradizionali alle nuove forme di comunicazione digitale. Infine, il lavoro affronta il tema dei reati a sfondo sessuale commessi da minori in ambiente digitale, con specifico riguardo ai fenomeni della pedo-pornografia e del sexting, analizzando l’evoluzione giurisprudenziale e le tensioni tra esigenze di tutela del minore e riconoscimento di spazi di autodeterminazione.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


