Nei primi anni Settanta Mario Diacono e Claudio Parmiggiani realizzano due libri d’artista a tiratura limitata, intitolati Malanggaan (1972) e Deiscrizione (1973), all’interno dei quali vengono esibite e reinterpretate una serie di fonti appartenenti a culture extra-occidentali. Stampati ciascuno in quindici esemplari, i libri-opera documentano e amplificano i contenuti sottesi ai due omonimi e più noti lavori messi in scena dagli autori rispettivamente presso la galleria Christian Stein di Torino il 13 marzo 1972 e L’Uomo e l’Arte di Milano il 6 dicembre di quello stesso anno. In entrambe le occasioni espositive, lo spazio era stato attivato dalla presenza di fittizi tableaux vivants e oggetti scenici dalla evidente carica rituale e simbolica, che soltanto uno sguardo ravvicinato alle edizioni a stampa — realizzate contestualmente alla creazione degli eventi ospitati a Torino e Milano — consente di interpretare più in profondità, svelando la complessa e stratificata spirale di riferimenti a cui rimandano in maniera più o meno cifrata.
Malanggan e Deiscrizione: i libri d’artista di Mario Diacono e Claudio Parmiggiani tra ritualità, mito e memoria / Acocella, Alessandra. - (2026), pp. 292-307.
Malanggan e Deiscrizione: i libri d’artista di Mario Diacono e Claudio Parmiggiani tra ritualità, mito e memoria
Alessandra Acocella
2026-01-01
Abstract
Nei primi anni Settanta Mario Diacono e Claudio Parmiggiani realizzano due libri d’artista a tiratura limitata, intitolati Malanggaan (1972) e Deiscrizione (1973), all’interno dei quali vengono esibite e reinterpretate una serie di fonti appartenenti a culture extra-occidentali. Stampati ciascuno in quindici esemplari, i libri-opera documentano e amplificano i contenuti sottesi ai due omonimi e più noti lavori messi in scena dagli autori rispettivamente presso la galleria Christian Stein di Torino il 13 marzo 1972 e L’Uomo e l’Arte di Milano il 6 dicembre di quello stesso anno. In entrambe le occasioni espositive, lo spazio era stato attivato dalla presenza di fittizi tableaux vivants e oggetti scenici dalla evidente carica rituale e simbolica, che soltanto uno sguardo ravvicinato alle edizioni a stampa — realizzate contestualmente alla creazione degli eventi ospitati a Torino e Milano — consente di interpretare più in profondità, svelando la complessa e stratificata spirale di riferimenti a cui rimandano in maniera più o meno cifrata.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


