A venticinque anni dalla sua fondazione, un gruppo di docenti del settore della composizione architettonica e urbana decide di celebrare la Facoltà di Architettura di Parma attraverso un workshop di progettazione che mette a confronto alcune scuole italiane e straniere dove il progetto coltiva ancora una sua peculiarità disciplinare. Quella delle forme spaziali, degli impianti tipologico funzionali, di una figuratività che si misura con il tema del luogo universitario da radicarsi all’interno della città. Nella fattispecie un insediamento di periferia storica fragile ma tuttavia congeniale alle sperimentazioni del progetto urbano. Un retrofit rifondativo basato sulla forza decisiva dell’architettura quando chiama a raccolta tutte le risorse disponibili, a cominciare da un’accessibilità ferroviaria che fa di questo intervento un catalizzatore per tutto il policentrismo emiliano, quello che siamo usi denominare Cittaemilia. Contributi di: Carlo Quintelli, Enrico Prandi, Marco Maretto, Carlo Gandolfi (UNIPR); Jan Kleihues, Silvia Malcovati (FH Potsdam); Helder Casal Ribeiro (FAUP); Antonella Gallo (Iuav); Anna Giovannelli (Sapienza).
Domus Architecturae Parmae: Una sede per la Scuola di Architettura / Domus Architecturae Parmae: A House for the School of Architecture / Prandi, Enrico. - STAMPA. - (2025), pp. 108-115.
Domus Architecturae Parmae: Una sede per la Scuola di Architettura / Domus Architecturae Parmae: A House for the School of Architecture
Enrico Prandi
2025-01-01
Abstract
A venticinque anni dalla sua fondazione, un gruppo di docenti del settore della composizione architettonica e urbana decide di celebrare la Facoltà di Architettura di Parma attraverso un workshop di progettazione che mette a confronto alcune scuole italiane e straniere dove il progetto coltiva ancora una sua peculiarità disciplinare. Quella delle forme spaziali, degli impianti tipologico funzionali, di una figuratività che si misura con il tema del luogo universitario da radicarsi all’interno della città. Nella fattispecie un insediamento di periferia storica fragile ma tuttavia congeniale alle sperimentazioni del progetto urbano. Un retrofit rifondativo basato sulla forza decisiva dell’architettura quando chiama a raccolta tutte le risorse disponibili, a cominciare da un’accessibilità ferroviaria che fa di questo intervento un catalizzatore per tutto il policentrismo emiliano, quello che siamo usi denominare Cittaemilia. Contributi di: Carlo Quintelli, Enrico Prandi, Marco Maretto, Carlo Gandolfi (UNIPR); Jan Kleihues, Silvia Malcovati (FH Potsdam); Helder Casal Ribeiro (FAUP); Antonella Gallo (Iuav); Anna Giovannelli (Sapienza).I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


