Il saggio analizza il rapporto tra identità comunitaria, devozione religiosa e fedeltà politica nell’onomastica dello Stato pallavicino nel XV secolo, prendendo come base i quadernetti dell’inchiesta di Prospero da Camogli del 1457, che censiscono 1.748 nomi maschili su un totale stimato di 3.737 adulti. L’indagine restituisce un repertorio ampiamente cristianizzato, nel quale i nomi apostolici rappresentano circa un terzo del campione, con prevalenza di Giovanni, Antonio e Pietro, e una residua ma significativa presenza di forme di origine germanica. Particolarmente rilevante è la diffusione del nome Donnino (≈3%), che riflette l’attrazione devozionale esercitata da Fidenza, mentre la concentrazione di nomi legati ai santi patroni locali (come Lorenzo a Solignano e Pietro a Castellina) e la comparsa di forme toponimiche (Tabiano, Solignano) segnalano processi di autorappresentazione comunitaria, che non necessariamente vanno letti in chiave antisignorile. Anche la ricorrenza di Rolando (≈1,5%) rivela un intreccio complesso tra devozione e fedeltà politica, richiamando insieme un santo eremita locale e il marchese Rolando il Magnifico. Ne emerge un quadro onomastico coerente ma sfaccettato, in cui culto, territorio e potere si riflettono reciprocamente nella costruzione delle identità collettive e personali.
Identità comunitaria, devozione religiosa e fedeltà politica nell'onomastica dello Stato pallavicino (XV secolo) / Gentile, M.. - (2026), pp. 335-350. [10.54103/2611-318X/30143]
Identità comunitaria, devozione religiosa e fedeltà politica nell'onomastica dello Stato pallavicino (XV secolo)
Marco Gentile
2026-01-01
Abstract
Il saggio analizza il rapporto tra identità comunitaria, devozione religiosa e fedeltà politica nell’onomastica dello Stato pallavicino nel XV secolo, prendendo come base i quadernetti dell’inchiesta di Prospero da Camogli del 1457, che censiscono 1.748 nomi maschili su un totale stimato di 3.737 adulti. L’indagine restituisce un repertorio ampiamente cristianizzato, nel quale i nomi apostolici rappresentano circa un terzo del campione, con prevalenza di Giovanni, Antonio e Pietro, e una residua ma significativa presenza di forme di origine germanica. Particolarmente rilevante è la diffusione del nome Donnino (≈3%), che riflette l’attrazione devozionale esercitata da Fidenza, mentre la concentrazione di nomi legati ai santi patroni locali (come Lorenzo a Solignano e Pietro a Castellina) e la comparsa di forme toponimiche (Tabiano, Solignano) segnalano processi di autorappresentazione comunitaria, che non necessariamente vanno letti in chiave antisignorile. Anche la ricorrenza di Rolando (≈1,5%) rivela un intreccio complesso tra devozione e fedeltà politica, richiamando insieme un santo eremita locale e il marchese Rolando il Magnifico. Ne emerge un quadro onomastico coerente ma sfaccettato, in cui culto, territorio e potere si riflettono reciprocamente nella costruzione delle identità collettive e personali.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


