Il capitolo analizza il ruolo dell’engagement dei professionisti sanitari nell’adozione e nella diffusione della telemedicina nelle organizzazioni sanitarie italiane. Attraverso una survey condotta tra gennaio e marzo 2024 su un campione di 370 professionisti (medici, infermieri e altri operatori), lo studio indaga le motivazioni, le barriere percepite e i fattori organizzativi che influenzano l’utilizzo degli strumenti di telemedicina. I risultati evidenziano come l’adozione sia prevalentemente guidata dall’iniziativa individuale e dai benefici percepiti in termini di qualità assistenziale, interazione con i pazienti ed efficienza organizzativa, piuttosto che da incentivi economici o da una chiara strategia istituzionale. Le principali criticità riguardano aspetti tecnologici, integrazione dei sistemi informativi e formazione, mentre le risorse economiche non emergono come ostacolo prioritario. Non si riscontrano differenze sostanziali tra strutture pubbliche e private né tra manager e non-manager, suggerendo una resistenza organizzativa trasversale. Il capitolo conclude sottolineando la necessità di un cambiamento culturale e di politiche formative e incentivanti strutturate per rendere la telemedicina una componente stabile dei modelli assistenziali.
Il ruolo chiave del personale sanitario nei servizi di telemedicina / Pratici, Lorenzo; Fanelli, Simone. - (2025), pp. 126-139.
Il ruolo chiave del personale sanitario nei servizi di telemedicina
Lorenzo Pratici;Simone Fanelli
2025-01-01
Abstract
Il capitolo analizza il ruolo dell’engagement dei professionisti sanitari nell’adozione e nella diffusione della telemedicina nelle organizzazioni sanitarie italiane. Attraverso una survey condotta tra gennaio e marzo 2024 su un campione di 370 professionisti (medici, infermieri e altri operatori), lo studio indaga le motivazioni, le barriere percepite e i fattori organizzativi che influenzano l’utilizzo degli strumenti di telemedicina. I risultati evidenziano come l’adozione sia prevalentemente guidata dall’iniziativa individuale e dai benefici percepiti in termini di qualità assistenziale, interazione con i pazienti ed efficienza organizzativa, piuttosto che da incentivi economici o da una chiara strategia istituzionale. Le principali criticità riguardano aspetti tecnologici, integrazione dei sistemi informativi e formazione, mentre le risorse economiche non emergono come ostacolo prioritario. Non si riscontrano differenze sostanziali tra strutture pubbliche e private né tra manager e non-manager, suggerendo una resistenza organizzativa trasversale. Il capitolo conclude sottolineando la necessità di un cambiamento culturale e di politiche formative e incentivanti strutturate per rendere la telemedicina una componente stabile dei modelli assistenziali.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


