Il capitolo analizza la dinamica di medio periodo dell’**imprenditorialità** immigrata nell’Unione Europea e in una selezione di paesi OCSE, focalizzandosi sui lavoratori autonomi prima e dopo la pandemia di COVID-19. Utilizzando principalmente le Labour Force Surveys armonizzate dall’OCSE, il contributo descrive dimensioni, incidenze e caratteristiche strutturali del lavoro autonomo degli immigrati, evidenziando sia la crescita numerica sia le differenze tra paesi e rispetto ai nativi. Viene mostrato come in molti contesti europei e OCSE l’incidenza degli autonomi nati all’estero superi il 20% del totale dei lavoratori indipendenti, con valori particolarmente elevati in Canada, Svizzera, Stati Uniti e Regno Unito, mentre l’Italia presenta una dinamica più moderata ma su livelli assoluti già consistenti. Il capitolo approfondisce inoltre: il tasso di imprenditorialità degli immigrati rispetto ai nativi, la diffusione settoriale (con forte presenza in trasporti, ristorazione e commercio) e la struttura dimensionale delle imprese, caratterizzata da un’ampia prevalenza di microimprese senza dipendenti. Infine, viene analizzato il ruolo dell’istruzione terziaria, mostrando differenze significative tra paesi nella selettività delle migrazioni qualificate e nei profili di capitale umano degli autonomi immigrati. L’insieme dei risultati contribuisce al dibattito sulle migrazioni come fattore non solo di competizione, ma anche di cooperazione e sviluppo per i mercati del lavoro dei paesi ospitanti
La crescita dell’imprenditoria immigrata nell’Unione Europea e nell’area OCSE prima e dopo la pandemia: un approfondimento sui lavoratori autonomi / Lasagni, Andrea. - (2025), pp. 24-34.
La crescita dell’imprenditoria immigrata nell’Unione Europea e nell’area OCSE prima e dopo la pandemia: un approfondimento sui lavoratori autonomi
Andrea Lasagni
2025-01-01
Abstract
Il capitolo analizza la dinamica di medio periodo dell’**imprenditorialità** immigrata nell’Unione Europea e in una selezione di paesi OCSE, focalizzandosi sui lavoratori autonomi prima e dopo la pandemia di COVID-19. Utilizzando principalmente le Labour Force Surveys armonizzate dall’OCSE, il contributo descrive dimensioni, incidenze e caratteristiche strutturali del lavoro autonomo degli immigrati, evidenziando sia la crescita numerica sia le differenze tra paesi e rispetto ai nativi. Viene mostrato come in molti contesti europei e OCSE l’incidenza degli autonomi nati all’estero superi il 20% del totale dei lavoratori indipendenti, con valori particolarmente elevati in Canada, Svizzera, Stati Uniti e Regno Unito, mentre l’Italia presenta una dinamica più moderata ma su livelli assoluti già consistenti. Il capitolo approfondisce inoltre: il tasso di imprenditorialità degli immigrati rispetto ai nativi, la diffusione settoriale (con forte presenza in trasporti, ristorazione e commercio) e la struttura dimensionale delle imprese, caratterizzata da un’ampia prevalenza di microimprese senza dipendenti. Infine, viene analizzato il ruolo dell’istruzione terziaria, mostrando differenze significative tra paesi nella selettività delle migrazioni qualificate e nei profili di capitale umano degli autonomi immigrati. L’insieme dei risultati contribuisce al dibattito sulle migrazioni come fattore non solo di competizione, ma anche di cooperazione e sviluppo per i mercati del lavoro dei paesi ospitantiI documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


