This chapter proposes a re-reading of the historical typologies of care spaces, from the Greek Asklepeion to the contemporary Community Houses, with the aim of providing critical and cognitive support for the architectural design of Community Health Centers (CHC). Through a typological itinerary encompassing the medieval monastery-hospital, the Hôtel-Dieu, the Renaissance cross-shaped hospital, the eighteenth-century "healing machine," the pavilion hospital, and the twentieth-century plate hospital, the chapter advances the hypothesis that CHCs require "architectural care" capable of enhancing the quality of both their internal and external spaces. Drawing an analogy with the concept of the "third educator" developed by Loris Malaguzzi for school architecture, the chapter reclaims the notion of "space that heals," understood as a device that facilitates wellbeing and promotes healing processes. The Community House is not a hospital: its most pertinent historical archetype is that of hybrid hospitality — a multifunctional space open to the city, analogous to an urban piazza in which medical, social, and community functions coexist and integrate.

Il capitolo propone una rilettura delle tipologie storiche degli spazi di cura, dall'Asklepeion greco fino alle contemporanee Case della Comunità, con l'obiettivo di fornire un supporto critico-conoscitivo alla progettazione architettonica dei Centri di Salute Comunitaria (CSC). Attraverso un percorso tipologico che tocca l'ospedale monastico medievale, l'Hôtel-Dieu, l'ospedale a crociera rinascimentale, la macchina per guarire settecentesca, l'ospedale a padiglioni e le strutture a piastra del Novecento, si formula l'ipotesi che i CSC abbisognino di "cure architettoniche" capaci di qualificarne gli spazi interni ed esterni. In analogia con il concetto di "terzo educatore" elaborato da Loris Malaguzzi per l'edilizia scolastica, si rivendica qui la definizione di "spazio che cura", inteso come dispositivo che facilita il benessere e favorisce i processi di guarigione. La Casa della Comunità non è un ospedale: il suo archetipo storico più pertinente è quello dell'accoglienza ibrida, dello spazio plurifunzionale aperto alla città, analogo a una piazza urbana in cui le funzioni mediche, sociali e comunitarie coesistono e si integrano.

Il tema della cura nell'esperienza storica dell'architettura: tipologie e costruzione urbana / The theme of care in the historical experience of architecture: typologies and urban construction / Prandi, Enrico. - STAMPA. - 4:(2025), pp. 21-64.

Il tema della cura nell'esperienza storica dell'architettura: tipologie e costruzione urbana / The theme of care in the historical experience of architecture: typologies and urban construction

Enrico Prandi
2025-01-01

Abstract

This chapter proposes a re-reading of the historical typologies of care spaces, from the Greek Asklepeion to the contemporary Community Houses, with the aim of providing critical and cognitive support for the architectural design of Community Health Centers (CHC). Through a typological itinerary encompassing the medieval monastery-hospital, the Hôtel-Dieu, the Renaissance cross-shaped hospital, the eighteenth-century "healing machine," the pavilion hospital, and the twentieth-century plate hospital, the chapter advances the hypothesis that CHCs require "architectural care" capable of enhancing the quality of both their internal and external spaces. Drawing an analogy with the concept of the "third educator" developed by Loris Malaguzzi for school architecture, the chapter reclaims the notion of "space that heals," understood as a device that facilitates wellbeing and promotes healing processes. The Community House is not a hospital: its most pertinent historical archetype is that of hybrid hospitality — a multifunctional space open to the city, analogous to an urban piazza in which medical, social, and community functions coexist and integrate.
2025
978-88-89739-27-3
Il capitolo propone una rilettura delle tipologie storiche degli spazi di cura, dall'Asklepeion greco fino alle contemporanee Case della Comunità, con l'obiettivo di fornire un supporto critico-conoscitivo alla progettazione architettonica dei Centri di Salute Comunitaria (CSC). Attraverso un percorso tipologico che tocca l'ospedale monastico medievale, l'Hôtel-Dieu, l'ospedale a crociera rinascimentale, la macchina per guarire settecentesca, l'ospedale a padiglioni e le strutture a piastra del Novecento, si formula l'ipotesi che i CSC abbisognino di "cure architettoniche" capaci di qualificarne gli spazi interni ed esterni. In analogia con il concetto di "terzo educatore" elaborato da Loris Malaguzzi per l'edilizia scolastica, si rivendica qui la definizione di "spazio che cura", inteso come dispositivo che facilita il benessere e favorisce i processi di guarigione. La Casa della Comunità non è un ospedale: il suo archetipo storico più pertinente è quello dell'accoglienza ibrida, dello spazio plurifunzionale aperto alla città, analogo a una piazza urbana in cui le funzioni mediche, sociali e comunitarie coesistono e si integrano.
Il tema della cura nell'esperienza storica dell'architettura: tipologie e costruzione urbana / The theme of care in the historical experience of architecture: typologies and urban construction / Prandi, Enrico. - STAMPA. - 4:(2025), pp. 21-64.
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