L’augurio di buon viaggio (in greco prosphonetikon o propemptikon), tradizionalmente associato al viaggio per mare, costituisce una topica molto diffusa nella letteratura greca e conosce larga fortuna nell’antichità. Fin dalla poesia greca arcaica questa topica, e il suo rovesciamento, ovvero l’augurio di naufragio, subisce successive rielaborazioni e adattamenti che la collocano in contesti molto diversi tra loro: nella letteratura ellenistica, in quella latina e nel mondo tardo antico. In questo modo, tale tipologia descrittiva giunge sino alle potenti immagini dei poeti moderni che, da Dante in poi (Inf. XXVI vv. 85-142, l’ultimo viaggio di Ulisse), fanno del naufragio dell’eroe antico una metafora del naufragio intellettuale dell’uomo posto dinanzi ai limiti della propria conoscenza.
L'augurio di buon viaggio e quello di naufragio: usi e riusi di una topica tradizionale / Nicolosi, Anika. - (2024).
L'augurio di buon viaggio e quello di naufragio: usi e riusi di una topica tradizionale
Anika Nicolosi
2024-01-01
Abstract
L’augurio di buon viaggio (in greco prosphonetikon o propemptikon), tradizionalmente associato al viaggio per mare, costituisce una topica molto diffusa nella letteratura greca e conosce larga fortuna nell’antichità. Fin dalla poesia greca arcaica questa topica, e il suo rovesciamento, ovvero l’augurio di naufragio, subisce successive rielaborazioni e adattamenti che la collocano in contesti molto diversi tra loro: nella letteratura ellenistica, in quella latina e nel mondo tardo antico. In questo modo, tale tipologia descrittiva giunge sino alle potenti immagini dei poeti moderni che, da Dante in poi (Inf. XXVI vv. 85-142, l’ultimo viaggio di Ulisse), fanno del naufragio dell’eroe antico una metafora del naufragio intellettuale dell’uomo posto dinanzi ai limiti della propria conoscenza.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


