Breve, momentaneo, temporaneo, passeggero, precario, fragile, labile sono aggettivi che le attuali contingenze pandemiche, ecologiche, climatiche, belliche, politiche, economiche, sociali ci hanno abituato a impiegare ormai quasi compulsivamente e indiscriminatamente per parlare dei minimi come dei massimi sistemi. Se stabilire una volta per tutte se è ‘la funzione che crea l’organo’ o è l’‘organo che crea la funzione’ tutto sommato resta ancora una questione di lana caprina, è possibile almeno cogliere/focalizzare la dimensione relazionale inter-implicativa e per così dire agglutinante del ‘fenomeno’. Ossia, per dirlo in modo più esplicito: al di fuori del terreno minato delle indagini eziologiche, l’attenzione tende verso la complessiva inter-implicazione/agglutinazione di breve, momentaneo, temporaneo, passeggero, precario, fragile, labile, sinonimi per così dire a loro volta inter-implicati, con/nell’effimero. Il quale, purtroppo, a causa appunto di questa sua rinnovata popolarità, finisce per essere ‘vittima’ di retoriche e distorsioni celebrative, assolutizzanti, oppure demonizzatrici, consolatorie, esorcizzatrici, escapiste ecc.; mentre invece merita, come mi sembra, una riconsiderazione nella sua letteralità di epì heméra (per un giorno) che può avvenire attraverso una sorta di suo ‘doppio’, non proprio mainstream ma comunque suggestivo e forse anche efficace, come è quello artistico della danza.

L'effimero e il suo "doppio": tempi, spazi, corpi di danza / Rignani, Orsola. - (2022), pp. 0-0.

L'effimero e il suo "doppio": tempi, spazi, corpi di danza

Orsola Rignani
2022-01-01

Abstract

Breve, momentaneo, temporaneo, passeggero, precario, fragile, labile sono aggettivi che le attuali contingenze pandemiche, ecologiche, climatiche, belliche, politiche, economiche, sociali ci hanno abituato a impiegare ormai quasi compulsivamente e indiscriminatamente per parlare dei minimi come dei massimi sistemi. Se stabilire una volta per tutte se è ‘la funzione che crea l’organo’ o è l’‘organo che crea la funzione’ tutto sommato resta ancora una questione di lana caprina, è possibile almeno cogliere/focalizzare la dimensione relazionale inter-implicativa e per così dire agglutinante del ‘fenomeno’. Ossia, per dirlo in modo più esplicito: al di fuori del terreno minato delle indagini eziologiche, l’attenzione tende verso la complessiva inter-implicazione/agglutinazione di breve, momentaneo, temporaneo, passeggero, precario, fragile, labile, sinonimi per così dire a loro volta inter-implicati, con/nell’effimero. Il quale, purtroppo, a causa appunto di questa sua rinnovata popolarità, finisce per essere ‘vittima’ di retoriche e distorsioni celebrative, assolutizzanti, oppure demonizzatrici, consolatorie, esorcizzatrici, escapiste ecc.; mentre invece merita, come mi sembra, una riconsiderazione nella sua letteralità di epì heméra (per un giorno) che può avvenire attraverso una sorta di suo ‘doppio’, non proprio mainstream ma comunque suggestivo e forse anche efficace, come è quello artistico della danza.
L'effimero e il suo "doppio": tempi, spazi, corpi di danza / Rignani, Orsola. - (2022), pp. 0-0.
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