Se è vero che, secondo il concetto di intertestualità elaborato da Julia Kristeva, ogni testo è in rapporto di interazione con altri testi, lo scrittore portoghese José Saramago ha offerto un magistrale supporto a questa teoria in un romanzo i cui significati si rivelano grazie alla interpretazione e decifrazione dei diversi livelli di intertesto, in esso disseminati e nascosti. Giocando sul confine tra storia e letteratura, verità e finzione, O ano da morte de Ricardo Reis, del 1984, prende in prestito l’eteronimo pessoano esiliato in Brasile e lo riporta a Lisbona nel 1936, anno successivo alla morte di Fernando Pessoa, in cui si concentrano una serie di avvenimenti particolarmente significativi nell’Europa che si avvia verso la Seconda Guerra Mondiale. Appare evidente come il romanzo di Saramago sia caratterizzato da una estrema intertestualità: già il punto di partenza del testo è una finzione letteraria altrui che diventa fatto narrato. A partire da questa, si innesca un processo sequenziale di rimandi intertestuali che coinvolgono mostri sacri della letteratura portoghese – come Camões – ma anche autori stranieri come Jorge Luís Borges. L’articolo si concentra sull’utilizzo della letteratura altrui in questo romanzo, con particolare rilievo dato al valore della citazione borgesiana, nascosta nell’intreccio narrativo.

I libri e il dio del labirinto nell’Ano da morte de Ricardo Reis di José Saramago / Enrico, Martines. - STAMPA. - (2017), pp. 105-116.

I libri e il dio del labirinto nell’Ano da morte de Ricardo Reis di José Saramago

Enrico Martines
2017

Abstract

Se è vero che, secondo il concetto di intertestualità elaborato da Julia Kristeva, ogni testo è in rapporto di interazione con altri testi, lo scrittore portoghese José Saramago ha offerto un magistrale supporto a questa teoria in un romanzo i cui significati si rivelano grazie alla interpretazione e decifrazione dei diversi livelli di intertesto, in esso disseminati e nascosti. Giocando sul confine tra storia e letteratura, verità e finzione, O ano da morte de Ricardo Reis, del 1984, prende in prestito l’eteronimo pessoano esiliato in Brasile e lo riporta a Lisbona nel 1936, anno successivo alla morte di Fernando Pessoa, in cui si concentrano una serie di avvenimenti particolarmente significativi nell’Europa che si avvia verso la Seconda Guerra Mondiale. Appare evidente come il romanzo di Saramago sia caratterizzato da una estrema intertestualità: già il punto di partenza del testo è una finzione letteraria altrui che diventa fatto narrato. A partire da questa, si innesca un processo sequenziale di rimandi intertestuali che coinvolgono mostri sacri della letteratura portoghese – come Camões – ma anche autori stranieri come Jorge Luís Borges. L’articolo si concentra sull’utilizzo della letteratura altrui in questo romanzo, con particolare rilievo dato al valore della citazione borgesiana, nascosta nell’intreccio narrativo.
978-88-7364-718-8
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11381/2836934
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact