Per conservare la sua posizione nello scacchiere dell'economia mondiale, sembra che l'Europa debba divenire l'economia basata sulla conoscenza più dinamica al mondo. Il suo bene più prezioso? In questa prospettiva sembra essere il capitale umano. L'illetteratismo diviene una piaga. La bassa padronanza delle competenze funzionali da parte dei quindicenni una minaccia. Soprattutto nei paesi come il nostro: sotto le medie europee in tutte le indagini comparative internazionali. La scuola è sotto accusa. Ma – come accade spesso quando il clima diviene rovente – non sempre le soluzioni proposte sono sagge. Quali i contributi che può offrire la ricerca per ripensare criticamente le politiche educative del nostro Paese? Diversi. Questa indagine, per esempio, cerca di fornire alcune informazioni necessarie per esaminare l'efficacia prestazionale del sistema dell'istruzione. Ovvero – ipotizziamo in un testo nato dalla presente indagine («Gianni» e il «figlio del dottore» quattro anni dopo, La Nuova Cultura, Roma 2010) – la capacità del sistema dell'istruzione di soddisfare le domande che gli pongono i diversi sottosistemi che costituiscono la nostra società funzionalmente differenziata. In Italia questa capacità sembra limitata. Perché? Sono necessarie diverse indagini per rispondere a domande simili. Nel nostro lavoro offriamo un contributo individuando i fattori che influenzano alcune scelte dei diplomati: quella che oppone la prosecuzione degli studi all'accesso nel mercato del lavoro, quella tra le diverse facoltà universitarie e, infine, quella che riguarda il completamento o l'interruzione del percorso accademico. Ipotizziamo che queste decisioni siano influenzate dai vincoli culturali ed economici, dall'azione di forze non intenzionali (che esercitano il loro effetto per mezzo della classe sociale, del tipo di istruzione, della scuola e della classe scolastica frequentata dai diplomati), da scelte compiute su base razionale o finalizzate a massimizzare «benefici non monetari» (come, ad esempio, gli interessi culturali). Abbiamo dedicato particolare attenzione alla formulazione di congetture riguardanti i meccanismi che spiegano l'effetto che ogni variabile indipendente esercita sulle dipendenti. Quest'insieme di ipotesi ha guidato la raccolta dei dati. La rilevazione è stata svolta per mezzo di un questionario strutturato (allegato alla tesi di dottorato insieme ad un'ampia bibliografia, all'indice dei nomi, delle figure e delle tabelle), somministrato per mezzo di un'intervista a 1.682 diplomati della Provincia di Latina. Diverse le tecniche utilizzate per l'analisi dei dati. Per falsificare le ipotesi abbiamo usato la regressione logistica binomiale e multinomiale; per sintetizzare i dati – operazione essenziale per applicare le tecniche di regressione citate con la quantità di casi disponibili – abbiamo utilizzato l'analisi delle corrispondenze multiple e la cluster analysis. Diversi i risultati interessanti. Riteniamo di maggior rilievo quello meno attendibile, che richiede di essere corroborato con campioni di dimensioni superiori. Sia la scuola sia la classe frequentate dai diplomati sembrano esercitare un'apprezzabile effetto sulle loro decisioni scolastiche.

«Gianni» e il «figlio del dottore» quattro anni dopo. I percorsi dei diplomati e le pratiche didattiche / Giacomantonio, Andrea. - (2010).

«Gianni» e il «figlio del dottore» quattro anni dopo. I percorsi dei diplomati e le pratiche didattiche

GIACOMANTONIO, Andrea
2010-01-01

Abstract

Per conservare la sua posizione nello scacchiere dell'economia mondiale, sembra che l'Europa debba divenire l'economia basata sulla conoscenza più dinamica al mondo. Il suo bene più prezioso? In questa prospettiva sembra essere il capitale umano. L'illetteratismo diviene una piaga. La bassa padronanza delle competenze funzionali da parte dei quindicenni una minaccia. Soprattutto nei paesi come il nostro: sotto le medie europee in tutte le indagini comparative internazionali. La scuola è sotto accusa. Ma – come accade spesso quando il clima diviene rovente – non sempre le soluzioni proposte sono sagge. Quali i contributi che può offrire la ricerca per ripensare criticamente le politiche educative del nostro Paese? Diversi. Questa indagine, per esempio, cerca di fornire alcune informazioni necessarie per esaminare l'efficacia prestazionale del sistema dell'istruzione. Ovvero – ipotizziamo in un testo nato dalla presente indagine («Gianni» e il «figlio del dottore» quattro anni dopo, La Nuova Cultura, Roma 2010) – la capacità del sistema dell'istruzione di soddisfare le domande che gli pongono i diversi sottosistemi che costituiscono la nostra società funzionalmente differenziata. In Italia questa capacità sembra limitata. Perché? Sono necessarie diverse indagini per rispondere a domande simili. Nel nostro lavoro offriamo un contributo individuando i fattori che influenzano alcune scelte dei diplomati: quella che oppone la prosecuzione degli studi all'accesso nel mercato del lavoro, quella tra le diverse facoltà universitarie e, infine, quella che riguarda il completamento o l'interruzione del percorso accademico. Ipotizziamo che queste decisioni siano influenzate dai vincoli culturali ed economici, dall'azione di forze non intenzionali (che esercitano il loro effetto per mezzo della classe sociale, del tipo di istruzione, della scuola e della classe scolastica frequentata dai diplomati), da scelte compiute su base razionale o finalizzate a massimizzare «benefici non monetari» (come, ad esempio, gli interessi culturali). Abbiamo dedicato particolare attenzione alla formulazione di congetture riguardanti i meccanismi che spiegano l'effetto che ogni variabile indipendente esercita sulle dipendenti. Quest'insieme di ipotesi ha guidato la raccolta dei dati. La rilevazione è stata svolta per mezzo di un questionario strutturato (allegato alla tesi di dottorato insieme ad un'ampia bibliografia, all'indice dei nomi, delle figure e delle tabelle), somministrato per mezzo di un'intervista a 1.682 diplomati della Provincia di Latina. Diverse le tecniche utilizzate per l'analisi dei dati. Per falsificare le ipotesi abbiamo usato la regressione logistica binomiale e multinomiale; per sintetizzare i dati – operazione essenziale per applicare le tecniche di regressione citate con la quantità di casi disponibili – abbiamo utilizzato l'analisi delle corrispondenze multiple e la cluster analysis. Diversi i risultati interessanti. Riteniamo di maggior rilievo quello meno attendibile, che richiede di essere corroborato con campioni di dimensioni superiori. Sia la scuola sia la classe frequentate dai diplomati sembrano esercitare un'apprezzabile effetto sulle loro decisioni scolastiche.
2010
9788861345751
«Gianni» e il «figlio del dottore» quattro anni dopo. I percorsi dei diplomati e le pratiche didattiche / Giacomantonio, Andrea. - (2010).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11381/2389327
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