Si tratta della rielaborazione in vista della pubblicazione di una relazione tenuta nell’Univerità di Pavia nell’occasione di un convegno internazionale sulla “Città di dio” di Aurelio Agostino. Io mi sono occupato specificamente del libro XII, nel quale la visione metafisica, morale e politica dell’Ipponense raggiunge vette di eccellenza difficilmente ritrovabili in altre opere. Qui la sintesi fra visione filosofica e teologica parte dai tempi originari dell’esistenza dell’essere umano, avvenuta un epoca, in certo senso, successiva rispetto a quella angelica, la cui scelta di vita risulta essere definitiva e immodificabile, per giungere ai tempi del destino finale dell’uomo singolo e della legione angelica, viste nel loro svolgersi parallelo. Gli uomini hanno avuto da dio la possibilità di compiere e di mantenersi nel bene sino alla fine, qualora lo vogliano e nessuna potenza, anche ad essi ontologicamente superiore, potrà mai costringerli, sia di costrizione esteriore od interiore, a compiere un atto malvagio che essi non vogliano compiere. Tale è la volontà del creatore, il quale ha rinunciato, con ciò, volontariamente ad una parte della propria onnipotenza a favore della libertà dell’uomo, pur potendo prevedere, sin dall’inizio, lo svolgimento libero e volontario dell’intero ordinamento universale.
Il libro XIII del DE CIVITATE DEI / DE CAPITANI, Franco. - (2008), pp. 25-50.
Il libro XIII del DE CIVITATE DEI
DE CAPITANI, Franco
2008-01-01
Abstract
Si tratta della rielaborazione in vista della pubblicazione di una relazione tenuta nell’Univerità di Pavia nell’occasione di un convegno internazionale sulla “Città di dio” di Aurelio Agostino. Io mi sono occupato specificamente del libro XII, nel quale la visione metafisica, morale e politica dell’Ipponense raggiunge vette di eccellenza difficilmente ritrovabili in altre opere. Qui la sintesi fra visione filosofica e teologica parte dai tempi originari dell’esistenza dell’essere umano, avvenuta un epoca, in certo senso, successiva rispetto a quella angelica, la cui scelta di vita risulta essere definitiva e immodificabile, per giungere ai tempi del destino finale dell’uomo singolo e della legione angelica, viste nel loro svolgersi parallelo. Gli uomini hanno avuto da dio la possibilità di compiere e di mantenersi nel bene sino alla fine, qualora lo vogliano e nessuna potenza, anche ad essi ontologicamente superiore, potrà mai costringerli, sia di costrizione esteriore od interiore, a compiere un atto malvagio che essi non vogliano compiere. Tale è la volontà del creatore, il quale ha rinunciato, con ciò, volontariamente ad una parte della propria onnipotenza a favore della libertà dell’uomo, pur potendo prevedere, sin dall’inizio, lo svolgimento libero e volontario dell’intero ordinamento universale.File | Dimensione | Formato | |
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