La guerra materiale ha un fondamento nel nostro immaginario; in una visione del mondo, che ci impedisce di guardare e conoscere le cose “altrimenti”. Il controllo e la definizione di quest’immaginario si basa, tra l’altro, anche su un linguaggio acritico e su categorie – come democrazia, diritti umani, diritto d’ingerenza, guerra al terrorismo, guerre etniche, interventi umanitari, peace keeping, sicurezza - che nascondono molto più di quanto non aiutino a comprendere. Nutriti in gran parte dello stesso linguaggio e dello stesso immaginario, pacifisti e sostenitori della guerra contro il terrorismo hanno molti più punti in comune di quanto siano disposti ad ammettere. Questa inconsapevolezza delle contraddizioni politiche, sociali, psicologiche ed economiche che ci attraversano tutti, rischia di rendere impossibile, al di là delle dichiarazioni “ideali” un vero mutamento dell’atteggiamento dell’Occidente verso le proprie alterità “reali”. Tale testo si configura quindi come un tentativo di decostruire i fondamenti dell’immaginario bellico, di illuminare il rimosso della nostra “visione politica del mondo” e di gettare le basi di un nuovo lessico critico.

Dizionario critico delle nuove guerre / Deriu, Marco. - STAMPA. - (2005), pp. 1-507.

Dizionario critico delle nuove guerre

DERIU, Marco
2005

Abstract

La guerra materiale ha un fondamento nel nostro immaginario; in una visione del mondo, che ci impedisce di guardare e conoscere le cose “altrimenti”. Il controllo e la definizione di quest’immaginario si basa, tra l’altro, anche su un linguaggio acritico e su categorie – come democrazia, diritti umani, diritto d’ingerenza, guerra al terrorismo, guerre etniche, interventi umanitari, peace keeping, sicurezza - che nascondono molto più di quanto non aiutino a comprendere. Nutriti in gran parte dello stesso linguaggio e dello stesso immaginario, pacifisti e sostenitori della guerra contro il terrorismo hanno molti più punti in comune di quanto siano disposti ad ammettere. Questa inconsapevolezza delle contraddizioni politiche, sociali, psicologiche ed economiche che ci attraversano tutti, rischia di rendere impossibile, al di là delle dichiarazioni “ideali” un vero mutamento dell’atteggiamento dell’Occidente verso le proprie alterità “reali”. Tale testo si configura quindi come un tentativo di decostruire i fondamenti dell’immaginario bellico, di illuminare il rimosso della nostra “visione politica del mondo” e di gettare le basi di un nuovo lessico critico.
88-307-1399-6
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